Cosa sarebbe stato il mondo senza il cavallo? Il divenire della storia sarebbe stato lo stesso e l’umanità sarebbe progredita allo stesso modo? Probabilmente no e basta rifletterci su per rendersene conto.
La loro domesticazione pare risalga addirittura al 4.000 a.C. e da quel momento il destino dell’umanità si è inscindibilmente legato a quello di questi splendidi animali che hanno regalato al genere umano velocità, distanza e capacità di carico negli spostamenti.
Il cavallo non è solo utile, ma è anche un animale straordinario ed epico che accarezza l’immaginazione e l’intelletto e che ha inspirato poeti, artisti e grandi uomini. Nel ventre di quale altra statua si sarebbero nascosti i greci per conquistare Troia? Senza l’ippogrifo come sarebbe stato recuperato il senno di Orlando? L’imperatore Caligola a chi avrebbe pensato per il ruolo di console se non fosse esistito Incitatus? Gli unni di Attila, che tra i primi utilizzarono le staffe, avrebbero comunque sbaragliato in battaglia i propri nemici senza scagliarglisi contro al galoppo? E il far west? Sarebbe esistito senza il cavallo? I western americani sarebbero stati girati lo stesso?
Probabilmente la risposta a queste e a decine di altre simili domande è “no”, eppure l’avvento del motore a scoppio e l’invenzione dell’automobile hanno via via reso inutile l’utilizzo degli equini da parte delle società moderne, confinandoli in rari maneggi a disposizione di pochi danarosi eletti…ovunque…tranne che #accatania ovviamente!
Nella nostra città, infatti, esiste un’economia circolare legata al cavallo che prospera fulgidamente e senza temere crisi. All’ombra dell’Etna questi meravigliosi animali vengono allevati in garage trasformati in stalle da inguaribili amatori che poi si dilettano a farli sgroppare felici sulla superstrada Catania-Paternò, bloccata all’uopo, assicutati dai motorini truccati di tanti appassionati che, per diletto e per rendere il tutto più avvincente, si jocunu macari i mutanni supra a vittoria del Furia marca liotro di turno. Inoltre, se il quadrupede durante la corsa si azzoppa, continua ad essere utile all’economia etnea del riciclo nella quale nulla va sprecato…infatti i puppetti di cavaddu sanu troppu belle e cu tutti chiddi ca fanu arrusti e mangia la domanda non può mai mancare…
Infine, evidentemente, in tempi di green economy il cavallo sta tornando ad essere un ottimo mezzo di trasporto – anche se non proprio a emissioni, gassose e solide, zero – ed ecco che la meglio gioventù catanese ce lo dimostra andando al lungomare in calesse come facevano i lord nella Londra vittoriana, trottando per la pista ciclabile, ca nda strata ci su i machini ed è pericoloso. Il tutto col sottofondo di un’epica telecronaca degna del Varenne dei tempi migliori… picchì mammoriri meo mà su non semu troppu spetti…
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