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Economia e Lavoro

Truffe online, non è la tua banca: da quali numeri chiamano

Published by
Giuseppe Formisano

Truffe online sfruttando il nome di un noto istituto di credito: attenzione alle telefonate in arrivo e cosa fare per difendersi

Phishing banca – catanialive24.it

 

C’è un nuovo e pericoloso tentativo di phishing che sta circolando. Riguarda in particolare i clienti della banca Unicredit che corrono il rischio di trovarsi il conto svuotato in poco tempo a causa della distrazione o perché credono ai truffatori che chiamano a nome dell’istituto. Clicca qui per vedere cosa consiglia la banca per difendersi.

Truffe online Unicredit: cosa sta succedendo

Palazzo Unicredit – catanialive24.it

 

I clienti stanno ricevendo un messaggio dove si spiega cosa sta succedendo e cosa devono fare per non cadere nelle trappola. Ma per prima cosa spieghiamo cos’è il phishing. Con questo termine si indicata il tentativo di terzi di ottenere informazioni riservate per accedere ai conti personali tramite telefonate, email o sms. Anche l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un avviso che mette in guardia da una truffa.

Solitamente la potenziale vittima riceve una comunicazione con i suddetti mezzi con la quale in modo allarmistico viene comunicato che c’è un problema al conto, che qualcuno sta cercando di accedere o che bisogna ricevere un bonifico. Per “risolvere”, si chiedono le credenziali che, ricordiamolo, devono rimanere sempre private e non vanno mai comunicate a nessuno.

L’Unicredit fa sapere ai suoi clienti che “in questi giorni stiamo rilevando diversi tentativi di frode ai danni della nostra clientela. I truffatori chiamano simulando i nostri numeri, numero gratuito 800.57.57.57 e 02 33408973 e spacciandosi per dipendenti della banca”.

In effetti questi sono i numeri della banca ai quali i clienti possono chiamare per chiedere informazioni o risolvere problemi. I truffatori chiedono dati, credenziali dell’Internet Banking o i numeri della carta dicendo che devono controllare una transazione o altre scuse come la risoluzione di un problema o l’abilitazione della propria carta.

“Ti ricordiamo di non fornire mai e per nessun motivo informazioni riservate (codice di adesione, PIN, numeri di carta,…) a terzi, né tanto meno eseguire eventuali azioni suggerite dal chiamante”, ricorda la banca. I numeri di telefono dai quali si riceve la telefonata sono abilitati solo per ricevere.

Oltre alle banche i truffatori in generale sfruttano anche i nomi delle Poste, dell’Inps, dell’Inal e di tanti altri grandi e famosi enti. È importante ricordare che in qualsiasi caso non bisogna mai cliccare sui link inviati e fornire i proprio dati poiché queste organizzazioni dialogano con gli utenti tramite lettere postali.

Giuseppe Formisano

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