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Traffico di animali in via d’estinzione: denunciate 23 persone

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Daniele D'Alessandro

I Carabinieri Forestali del Centro Anticrimine Natura di Palermo – Nucleo Cites – Distaccamento di Punta Raisi, negli ultimi quattro mesi di questanno, hanno condotto unincessante attività di contrasto alla vendita illegale di animali in via di estinzione.

L’attività ha riguardato non solo la Provincia di Palermo, ove si è individuato il maggior numero di illeciti.

Ma anche le Province di Caltanissetta, Agrigento, Catania e Trapani.

Dal mese di settembre a oggi sono state 23 le persone deferite, a vario titolo, alle competenti Autorità Giudiziarie.

Ciò per aver messo in vendita, senza avere alcuna documentazione comprovante la legale detenzione degli esemplari, complessivamente:

  • n. 112 esemplari di testuggine di terra appartenenti alla specie Testudo hermanni;
  • oltre 130 esemplari di fringillidi, prevalentemente appartenenti alla specie Carduelis carduelis (nome comune: cardellino).

LE SPECIE PROTETTE

Nel caso delle testuggini, la Testuggine di Herman è, insieme ad altre specie, una delle 30.000 specie di flora e fauna protette dalla CITES (acronimo di Convention on International Trade of Endangered Species – Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione).

Questa convenzione internazionale fu firmata a Washington nel 1973 e ad oggi risulta ratificata da 182 Stati nel mondo.

Il provvedimento ha lo scopo di regolamentare il commercio internazionale di fauna e flora selvatiche in pericolo di estinzione.

La sua applicazione riguarda non solo il commercio di esemplari vivi, ma anche morti, o semplici parti o di prodotti da essi derivati.

L’obiettivo prefissato dalla Convenzione è quello di impedire lo sfruttamento commerciale delle specie in pericolo.

Fattore che costituisce la prima causa di estinzione, seguita dalla distruzione degli habitat.

La commercializzazione degli esemplari iscritti negli elenchi della CITES non è sempre vietata ma può avvenire solo in presenza della necessaria documentazione rilasciata dai Nuclei CITES.

Facenti parte dell’Arma dei Carabinieri, sono gli unici uffici in Italia abilitati al rilascio dei certificati per la legale detenzione degli specimen.

Nel caso dell’avifauna invece, seppur gli esemplari sequestrati non rientrano tra le specie incluse nella Convenzione CITES, tuttavia i fringillidi sono tutelati da un’altra Convenzione Internazionale.

Ossia la Convenzione di Berna che ha ad oggetto la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa e dalla c.d. Direttiva Uccelli dell’Unione Europea, avente ad oggetto la conservazione degli uccelli selvatici.

Tali specie, inoltre, non sono incluse tra quelle cacciabili, quindi la detenzione degli stessi, in assenza di documenti comprovanti la riproduzione in cattività, costituisce reato, sia perché gli esemplari appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato sia perché il codice penale vieta la detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette.

ESEMPLARI AFFIDATI AL CENTRO DI CONSERVAZIONE

Tutti gli esemplari sequestrati sono adesso affidati alle cure di Centri di conservazione della fauna selvatica.

Il fine è di riadattare gli animali alla vita selvatica, nell’ottica, ove possibile, di un reinserimento nei rispettivi habitat di provenienza.

Quest’attività è una delle modalità attraverso le quali l’Arma dei Carabinieri, per il tramite del Comando delle unità forestali, ambientali e agroalimentari, persegue l’obiettivo della conservazione del patrimonio di biodiversità.

La tutela di questa risorsa deve anche partire dall’impulso dei cittadini.

I quali, laddove decidano di acquistare esemplari appartenenti a specie tutelate, devono rivolgersi esclusivamente a negozi specializzati.

Acquistando esemplari di lecita provenienza, riprodotti in cattività da soggetti regolarmente prelevati in natura e segnalando alle Forze dell’ordine tutte quei contesti di vendita illegale o di prelievo illecito in natura.

Daniele D'Alessandro

Classe 1994, studente di "Scienze della Comunicazione" all'Università degli Studi di Catania, sono appassionato di giornalismo sin dalla tenera età. Tra le mie esperienze più importanti, finora, annovero quelle presso la testata giornalistica nazionale "GianlucaDiMarzio.com", in cui ho svolto le mansioni di collaboratore da marzo 2015 ad agosto 2016, e "CataniaChannel.com", dove ho ricoperto il ruolo di Caporedattore dal 2015 al 2021. Oltre ad essermi occupato di motori sulla testata Masport.it da maggio 2017 a ottobre 2017, conto inoltre esperienza in ambito radiofonico dove ho fondato e co-condotto la trasmissione "Catania Channel" su Radio Zammù in onda da novembre 2019 a marzo 2020, mentre da inizio 2014 a fine 2015 ho svolto l'attività di speaker all'interno della WebTv "Istinto Rossazzurro". Ho conseguito l'iscrizione all'elenco Pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia nel gennaio 2019.

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