Tutti gli appassionati di Formula 1 ne aspettavano da tempo l’uscita e l’attesa pare essere stata ampiamente ripagata. Nella giornata di ieri, infatti, sulla piattaforma streaming Netflix, è finalmente arrivato “Schumacher”, il docufilm incentrato sulla vita dello straordinario campione tedesco.
Un racconto puro, senza veli, emozionante e malinconico allo stesso tempo, basato sull’uomo Michael, costruito attraverso dichiarazioni e aneddoti svelati da familiari, amici, colleghi ed anche rivali che ne hanno accompagnato l’ascesa durante la ventennale carriera.
Un delizioso ritratto, intimo e profondo, sulla persona e non solo sul pilota che ha saputo dominare il mondo in lungo e in largo per decenni.
“Schumacher” ha provato a narrare, in modo minuzioso e dettagliato, il bimbo prodigio di Kerpen che stravinceva campionati con kart costruiti dalla spazzatura per cercare di regalare una vita diversa agli umili genitori. Poi il talento che sboccia e diventa fenomeno. Ma, soprattutto, il marito e padre amorevole, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, le ansie e le paure.
Dall’esordio di Spa nel 1991 con la Jordan, ai primi trionfi iridati nel ’94-’95 alla guida della Benetton, con focus dedicato alla reazione emotiva del giovane “Schumi” dinanzi alla tragica morte di Ayrton Senna; successivamente, l’epopea leggendaria con la Ferrari, i successi conseguiti uno dopo l’altro da Suzuka 2000 fino al 2004 dopo le cocenti delusioni del primo quadriennio, tra errori e gravi infortuni come quello di Silverstone ’99. Infine, il ritiro del 2006 e il successivo rientro (poco fortunato) alla Mercedes tra il 2010 e il 2012.
Al centro di tutto, come detto, l’amore infinito per la moglie e i figli; papà giocherellone, attento e premuroso nonostante la notorietà – da lui detestata sin dagli albori – e le fatiche del lavoro.
Una vita piena, completa, vissuta letteralmente al massimo, dentro la pista e fuori dall’abitacolo.
Una vita, come narrato negli ultimi minuti dell’opera, letteralmente devastata dal drammatico incidente del 29 dicembre 2013 sulle montagne francesi di Méribel.
Quella maledetta caduta, durante una banale discesa sugli sci, che ha cambiato per sempre l’esistenza di un’intera famiglia, come si evince dai commoventi racconti finali di Corinna, Gina e Mick.
Emozioni forti, ricordi indelebili e tanta nostalgia: il “Kaiser” domina ancora, “Schumacher” conquista Netflix.
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