Ha davvero dell’incredibile la storia che arriva dall’Amazzonia.
La pandemia è arrivata naturalmente anche nella vasta foresta pluviale situata nel profondo Sud America.
Contagi alle stelle e, purtroppo, tantissimi morti: l’impatto del Covid è stato devastante.
Lì, quindi, la vaccinazione viene vista quindi come unica possibilità di salvezza.
Ma, a causa delle enormi distanze, poter ricevere le dosi risulta essere una missione quasi impossibile.
Per tutti sì, ma non per Tawi, indigeno Zo’é di 24 anni.
Il giovane ragazzo, infatti, si è caricato il padre disabile in spalla e ha iniziato a camminare per portarlo a ricevere l’inoculazione del siero anti coronavirus.
Un odissea lunga 12 ore, 6 all’andata e altrettante per il ritorno.
Un viaggio infinito, a piedi, attraverso la foresta amazzonica, tra ruscelli, pendii e la ricchissima vegitazione.
Il tutto per amore di suo padre Wahu, per permettergli di proteggersi dal Covid.
La foto in evidenza risale al 2021, quando entrambi hanno ricevuto la prima dose del vaccino.
Lo scatto, però, è stato condiviso solo qualche giorno fa dal medico posto a capo della squadra vaccinale in Amazzonia, Erik Jennings Simoes.
Proprio quest’ultimo l’ha scelto come foto simbolo dell’anno appena trascorso.
“Gli Zo’é mi chiedono sempre quando i bianchi si vaccineranno per porre fine alla pandemia – ha raccontato Simoes intervistato dalla Bbc – Spero presto di avere una risposta da portegli dare“.
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