E’ praticamente naufragato il progetto che avrebbe portato il colosso californiano dell’informatica Intel ad aprire uno stabilimento a Catania.
Mancano ancora i crismi dell’ufficialità, ma le parole del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, fanno capire come la Sicilia sia ormai tagliata fuori.
“Intel ci ha chiesto di sottoscrivere un patto di riservatezza – le parole pronunciate da Cirio – Quindi non potremo più divulgare dettagli. Insieme a noi, in Italia sono ancora in corsa tre regioni: Lombardia, Veneto e Puglia. Le candidature, se ricordate, erano di più”.
Nessun centro Intel, dunque, verrà costruito all’interno della meravigliosa ‘Etna Valley, considerata in partenza tra le favorite per accogliere la multinazionale a stelle e strisce.
Un sogno a cui era aggrappato anche il sindaco della città etnea, Salvo Pogliese, il quale confidava che gli americani avrebbero scelto Catania in virtù di “di una sperimentata collaborazione con altre multinazionali dell’alta tecnologia a cui abbiamo dato prova di concreto sostegno istituzionale”.
Invece, nulla di fatto: l’Intel ha deciso di non puntare su Catania e sulla Sicilia.
Un altro boccone amaro da digerire, dunque, per tutto il territorio dell’Isola.
Gli americani, ancora una volta, hanno optato per il Nord e, soprattutto, per le zone più industrializzate dell’intera penisola.
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