Si è tenuto quest’oggi a Viagrande, durante la 95a assemblea dei soci di Confindustria Catania, l’appuntamento Next Generation Catania, durante il quale istituzioni e imprese hanno dibattuto riguardo tematiche come la crescita e lo sviluppo futuro della Sicilia e del Sud in generale.
A Villa Itria, location cui sono accorsi circa 200 industriali catanesi, si è discusso riguardo sostenibilità, transizione tecnologica, infrastrutture, formazione del capitale umano e sanità, al fine di trovare le condizioni per investire e dare un nuovo volto all’intero territorio.
Tra i più autorevoli partecipanti all’evento, ovviamente, il presidente di Confindustria Catania Antonello Briaco: “Stiamo vivendo un momento cruciale della nostra storia – le parole di Briaco – ed urge avere un’idea chiara e precisa di quello che potrà essere il domani. Catania può contare su piccole e grandi imprese di valore che nonostante le difficoltà indotte dalla pandemia, stanno continuando a realizzare importanti investimenti. Ma le enormi risorse messe in campo dal Piano di ripresa e resilienza, impongono un cambio di passo. Per “scaricare a terra” i fondi europei occorrono capacità progettuale e concretezza. Oggi chiediamo a chi ci governa stabilità, semplificazione, rapidità nelle decisioni. In primis, di eliminare le complessità burocratiche che affliggono gli investimenti e l’iniziativa privata”.
A Briaco, ha fatto eco Alessandro Albanese, presidente di Confindustria Sicilia, che ha sottolineato quanto, in presenza di fondi, industrie ed idee, “occorra che la politica crei le condizioni affinché tutto questo si trasformi in investimenti e quindi in crescita economica e sociale, ottenendo quel benessere diffuso che deve essere l’obiettivo di tutti”.
Presente anche il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, che ha detto la sua in apertura dei lavori della Next Generation Catania: “Le risorse del Pnrr rappresentano ossigeno vitale per la nostra economia ma bisogna essere molto chiari: ognuno deve fare la propria parte affinché queste risorse vengano utilizzate per eliminare il gap infrastrutturale che esiste ancora tra Nord e Sud”
Non è mancato l’intervento del Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, il quale ha posto l’accento su quello che dovrà essere il ruolo della Sicilia negli anni a venire. “La politica è sempre stata interlocutrice della categoria degli industriali – le parole del Governatore – Noi in Sicilia abbiamo bisogno di capire a quale idea ci rivolgiamo per fare della Sicilia una piattaforma logistica nel Mediterraneo e superare la marginalità rispetto al continente europeo. In Sicilia la ricchezza non arriva dall’amministrazione pubblica ma dalle imprese. Se questa logica fosse stata presente nel passato si sarebbe evitata una politica assistenzialista e clientelare che invece ha mortificato la nostra economia. Il nostro futuro si chiama Meridione, si chiama Sud”.
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