Sulla vicenda dei licenziamenti alla Pfizer di Catania si registra anche la presa di posizione di Risorgimento Socialista, che interviene con una nota a firma dei vertici siciliani del partito.
In particolare, Nino Randisi e Manlio Cardella, rispettivamente segretario regionale e vice con delega al Lavoro, stigmatizzano “lo sfrenato liberismo di Pfizer ,alle cui fortune economiche con incassi planetari ha contribuito la produzione di vaccini”.
E puntano il dito contro “l’assoluta superficialità dell’azienda nell’uso del social network per comunicare i provvedimenti ai lavoratori”.
“Pfizer – si legge nel comunicato di Risorgimento Socialista – ha interrotto drammaticamente le speranze di seicentocinquanta dipendenti in forza allo stabilimento di Catania”.
“Per centotrenta – affermano i due dirigenti del partito – è scattato l’ esubero mentre altre centodieci unità vivono nell’incertezza”.
“Nel frattempo – proseguono Nino Randisi e Manlio Cardella, sintetizzando i fatti avvenuti dal 7 febbraio scorso – l’azienda ha avviato la chiusura di due reparti”.
Una mossa propedeutica allo spostamento della produzione del nuovo farmaco anti Covid ad Ascoli Piceno.
Il tutto, secondo Risorgimento Socialista, al netto della convocazione delle parti sociali.
Ed evitando “qualsiasi confronto preventivo con le rappresentanze sindacali, aziendali, territoriali e regionali”.
Comportamenti che, per Risorgimento Socialista, occorre contrastare adeguatamente.
“Se non si interverrà, con la fermezza che il momento richiede – spiegano – si darà l’avvio a una fase di pesanti incertezze sociali, economiche ed occupazionali”.
Il riferimento è ai sindaci dei Comuni della cintura di Catania, al Governo regionale e all’ARS.
“Condividiamo la preoccupazione di centinaia di famiglie – affermano – e sosteniamo con convinzione lo stato di agitazione”.
Pieno appoggio, da parte del partito, anche allo sciopero in programma per il 4 marzo prossimo.
“Risorgimento Socialista- aggiungono – auspica che il caso di Pfizer a Catania sia avocato con urgenza alle decisione del Governo regionale”.
“Al quale – precisano Nino Randisi e Manlio Cardella – l’azienda non può evitare di dare spiegazioni.
Risorgimento Socialista chiede dunque la revoca immediata dei licenziamenti.
Secondo i due esponenti politici, inoltre, il caso va avocato anche innanzi alla Commissione Lavoro dell’ARS,“per le gravi inadempienze in merito alle procedure sinora adottate, in dispregio dei contratti di lavoro e dello Statuto dei Lavoratori”
“Occorre inoltre che Pfizer – concludono – informi il Governo sui programmi futuri”.
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