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Le minne di Sant’Agata: la curiosa storia di un dolce tipico siciliano

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Eduardo Olivieri

Avete mai assaggiato le famosissime “minne di Sant’Agata”? Se la risposta è “no”, dovete rimediare al più presto. Ma perché si chiamano così e qual è la loro storia? Resterete a bocca aperta nel conoscerla. 

Minne di Sant’Agata (Catanialive.it)

Quella di Sant’Agata è la terza festa più importante al mondo: proprio in relazione a questa occasione, nascono le celebri “minne di Sant’Agata”, conosciute in Sicilia anche come “minnuzze di Virgini”, ossia “seni della Vergine”. La loro storia non è nota a tutti, nonostante l’immagine del dolce sia ormai un’icona tipica dell’isola italiana.

C’è una leggenda nascosta dietro questa prelibatezza che vale la pena conoscere: simpatica per i turisti e stupefacente per gli italiani stessi. A questa storia è legata la forma del seno che caratterizza il dolce e al quale conferisce il nome. Scopriamola insieme. 

Minne di Sant’Agata, in quanti sanno davvero perché si chiamano così?

Minne di Sant’Agata (Catanialive.it)

Antiche voci del posto narrano che alla giovane Agata vennero amputati entrambi i seni dopo che essa rifiutò le avance del conte romano Quinziano, d’istanza in Sicilia. Dopo la sua nomina a santa e patrona della città di Catania, le venne dedicato il dolce tipico e oggigiorno molto celebre. Non a caso, le minne di Sant’Agata andrebbero mangiate sempre in numero pari, proprio come i seni femminili.

Esattamente come le cassatelle di Sant’Agata, un altro dolce della tradizione culinaria siciliana dalla forma molto simile, si compongono di una cupola di pasta reale ripiena di crema di ricotta, gocce di cioccolato e canditi, il tutto posto su una base di pan di Spagna. Vengono infine glassate e decorate in cima con una ciliegia candita. Talvolta, si possono trovare in una variante con la pasta frolla: in questo caso, si crea la cupola con lo stampo, si riempie con la crema di ricotta e poi si richiude con altra pasta frolla. Dopo la cottura, si mette la copertura a base di pasta reale e la glassa di zucchero. Il loro gusto è molto simile a quello della cassata siciliana. 

I giorni iniziali di febbraio, precisamente dal 3 al 5,  sono il momento perfetto per assaggiare le minne. Essendo un dolce legato a Sant’Agata, riti ed usanze prevedono la loro preparazione in gran quantità. Il martirio viene celebrato con una processione ad inizio anno, mentre il 17 agosto, seppur con meno intensità, si celebra il ritorno delle spoglie della santa a Catania.

Emanuela Toparelli

Eduardo Olivieri

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