Tre anni e quattro mesi. E’ la richiesta del tribunale di Catania per il giornalista Vittorio Feltri in merito alla querelle con il sindaco di Roma, Virginia Raggi.
“Patata bollente”, il titolo scelto da Feltri per commentare i problemi della Raggi del 2017, dunque, oltre a 5 mila euro di multa, potrebbe costargli addirittura il carcere per diffamazione. Si deciderà tutto il prossimo 5 di ottobre quando a Catania si terrà l’ultima udienza e la camera di consiglio.
“Pur di non andare in carcere, mi sparo”. Così Feltri ha commentato la notizia ai microfoni di una radio. La speranza del giornalista è che passi per buona una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha, di fatto, dichiarato inammissibile l’articolo 13 della legge sulla stampa, la numero 47 del 1948.
Il procedimento del tribunale di Catania, infatti, si basa tutto sulla violazione di quest’ultima, ovvero la legge che regola la diffamazione a mezzo stampa.
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