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Iccastelloussino #accatania

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Fabrizio Ventura

Ogni città del mondo ha dei luoghi che, nei ricordi del presente, ne celebrano il glorioso passato. I lasciti di un sentire collettivo, del quale le diverse generazioni sono imbevute in ossequio alla propria storia. Si tratta di pezzi della tradizione che vengono custoditi con gelosia e mostrati al mondo come eterno esempio di grandezza e consapevolezza, di simboli dei quali ci sentiamo orgogliosi e che rivelano ai posteri tutta la capacità creatrice del genere umano. L’Italia, in particolare, ne è strapiena: il Colosseo, Palazzo della Signoria, Palazzo Ducale, il Castello Sforzesco, la Mole Antonelliana, Castel dell’Ovo, la Torre degli Asinelli, Castel del Monte, la Torre Pendente… iccastelloussino… 

Ogni città, ovviamente, custodisce queste opere d’arte di inestimabile valore con zelo e cura maniacale, le protegge dall’incuria e dal vandalismo, le promuove e le dona al mondo. Certo…tutte le città a parte Catania…

#Accatania, infatti, piuttosto che far diventare iccastelloussino il nostro fiore all’occhiello, la meta turistica che certifica il nostro passato normanno e il passaggio dalla nostra terra dello Stupor Mundi Federico II, abbiamo preferito abbandonarlo al più totale degrado.

Già arrivarci è cosa assai ardua, perché bisogna attraversare la Repubblica Autonoma di via Plebiscito dove tutto è lecito tranne che comportarsi in maniera civile: muturini ca currunu supra i marciapiedi, machini abbiàti unni è ghie, genti ca arrustunu canni ‘i cavaddu a menzu a strata, piciriddi ca t’assicutunu p’arrubbariti u portafogghiu e così via. Se si riesce a superare Sodoma e Gomorra uscendone vivi, si viene ricompensati dalla eccezionale bellezza di piazza Federico di Svevia. Qui lo spettacolo del castello è davvero magnifico, anche se viene subito sporcato dal caos di macchine abbandonate ovunque sotto le direttive e gli occhi vigili dei rassicuranti posteggiatori abusivi: «Non si preoccupass, cca a po lassari, ci sugnu ju». Quindi…c’è iddru e a po lassari supra a banchina…mah!

Anche volendo mettere da parte la giungla di auto, la situazione è comunque davvero desolante: aiuole incolte, cartacce ovunque e in questo periodo dell’anno persino la processionaria che scorrazza qua e là. Ma la cosa più assurda sono i carusiddi che in scooter sfrecciano come Valentino Rossi al Mugello: s’assicutunu, jettunu uci e s’inzuttunu senza minimamente curarsi di essere nel bel mezzo di un sito turistico di inestimabile valore culturale.

Ma è normale? Voi ve la immaginate Piazza della Signoria con le auto sui marciapiedi, il Castello Sforzesco pieno di posteggiatori abusivi e Piazza dei Miracoli con i piccoli mammoriani che rischiano di investire di poveri giappunisi, in posa e sorridenti, mentre si fanno fotografare nell’atto di reggere la Torre Pendente? Per un attimo provate a mettervi nei panni di un turista che vorrebbe visitare il nostro museo civico e che deve difendersi da Maicoll u posteggiaturi che gli chiede il pizzo e dal piccolo Kevinni ca u voli mentiri sutta co muturinu. Ripeto…ma è normale?

Ma la cosa che mi fa diventare pazzo è che lo sanno tutti: i vigili, il Sindaco, il Facente Funzioni, gli assessori, il Questore, il Prefetto, il Ministro dell’Interno, la Nato…ma tutti si ni futtunu! E su ci spii fanu da facci di m…eraviglia e t’arrispunnunu ca non ni sanu nenti e che verificheranno.

Ripeto…ma è normale?

Fabrizio Ventura

Si laurea in Economia all'Università di Catania grazie a diverse raccomandazioni e al ricorso sistematico al Cepu. Riesce ad entrare in banca copiando spudoratamente ai test di assunzione, ma si accorge presto che quella non può essere la sua strada. Si butta allora a capofitto nello studio, riuscendo a conseguire diverse lauree presso l'Università della Vita: scienze politiche, giurisprudenza, ingegneria civile, lettere e recentemente medicina con specializzazione in virologia. Consapevole che il suo futuro è nel reddito di cittadinanza, decide di togliere tempo al lavoro da bancario per dedicarlo alla scrittura: al suo attivo centinaia di post su Feisbùkk, la rubrica #accatania su Catania Live 24 e un romanzo che prima o poi qualcuno mosso a compassione deciderà di pubblicare.

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