Ha confessato di aver ucciso la moglie Massimo Cannone, marito di Naima Zahir, la 45enne originaria del Marocco uccisa sabato sera nel suo appartamento a Lentini, in provincia di Siracusa.
L’autopsia sul corpo della donna aveva escluso l’ipotesi di suicidio, tesi inizialmente avanzata dall’uomo. Quest’ultimo, nella notte, durante un lungo interrogatorio ha confessato. L’uomo avrebbe utilizzato un coltello da cucina con lama lunga circa 20 centimetri. L’uomo è stato tradotto in carcere.
Massimo Cannone, nonostante le sue dichiarazioni e nonostante sia stato il primo a chiamare i soccorsi, era l’unico indagato. Ascoltato in polizia insieme ai parenti della donna e in particolare al figlio 19enne, avrebbe parlato di un possibile incidente o suicidio.
L’uomo, infatti, durante un lungo interrogatorio non aveva mai ammesso alcuna responsabilità, sebbene sia proprio lui l’unico iscritto al registro degli indagati.
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