La giornata di ieri sarà ricordata a lungo. La totale dipendenza tecnologica e l’assuefazione ai social come Facebook della nostra società è emersa in poco tempo e questo dovrebbe farci riflettere molto.
Per la prima volta tutti i social media del gruppo facente capo a Mark Zuckerberg (Facebook, Instagram e Whatsapp) e poi alcuni servizi web di Google e anche alcuni dei maggiori provider italiani, hanno avuto dei grandi problemi che si sono tradotti in un collasso del web durato diverse ore che ha scatenato le reazioni più disparate.
A tingere di giallo gli avvenimenti, poi, il fatto che il dominio di Facebook sia stato prima messo in vendita su DomainTools, nota piattaforma di compravendita e successivamente addirittura “acquistato” per un centinaio di dollari, quasi a voler mettere la firma su un attacco hacker di cui però non si parla e che i colossi telematici negano.
Qualcuno lo aveva previsto. La crescita incondizionata della rete avrebbe potuto presto portare a disservizi sempre più frequenti se non addirittura a un blocco totale. L’uso della rete oggi non è proporzionato alla grandezza ed efficienza delle infrastrutture, forse sarebbe opportuno riflettere, fare un passo indietro e educare tutti a un utilizzo più consapevole e sensato delle risorse digitali.
Bonus mobili ed elettrodomestici: perché non sono cumulabili e cosa cambia con i nuovi controlli…
Catania tra le finaliste per Capitale italiana della Cultura 2028: il 18 marzo il Ministero…
Dopo la morte del boss Nitto Santapaola, il consigliere Riccardo Pellegrino denuncia il silenzio della…
Mara Sattei racconta a Rockol la nascita del brano in gara a Sanremo e l’omaggio…
Bonus bollette 2026: 115 euro aggiuntivi per 2,64 milioni di italiani. Requisiti Isee, cumulabilità e…
Etnaland sotto sequestro: il gip fissa quattro condizioni per la restituzione. Bonifica, contratti, depurazione e…