Il trattamento integrativo slitta, niente 100 euro a gennaio dal bonus Ex Renzi: ecco le cause e cosa doverci aspettare dall’INPS.
Nuovi rallentamenti per l’erogazione del trattamento integrativo, che sembri slittare e saltare a piedi pari gennaio. Come iniziare l’anno con il piede giusto ce lo insegna l’INPS che con questo meccanismo rallenta l’arrivo del denaro a chi lo sta aspettando. 100 euro di differenza per un gennaio rigido e un costo della vita sempre più alto, che lasciano cadere un velo di delusione su dei ritardi che cadono direttamente sulle spalle delle famiglie in difficoltà. Ma niente panico, nulla è ancora perduto. Il bonus, infatti, slitta, non decade.
Un discorso sottile che però lascia trapelare nitidamente quello che sta accadendo con il trattamento integrativo di 100 euro. Partiamo, però, prima dalla base e cerchiamo un attimo di capire di cosa stiamo parlando. Non tutti conoscono il bonus, sia per distrazione informativa, sia perché non rientrano fra i beneficiari. Il bonus Ex Renzi è il trattamento integrativo Irpef per tutti i percettori NASpI. Questo bonus spetta a tutti coloro che hanno un reddito annuo fino a 15mila euro.
Sono esclusi dal bonus tutti coloro che rientrano nella no tax area, quindi nell’area reddituale di non applicazione fiscale. Mentre, invece, dai 15mila ai 28mila euro l’anno spetta a coloro i quali l’imposta lorda superi le detrazioni per lavoro dipendente. Questo bonus, quindi, viene erogato, solitamente, nella metà del mese corrente, tra il 15 e il 20, ma a gennaio la situazione cambia drasticamente.
Si pensa che sia molto probabile, infatti, che anche quest’anno, come è accaduto nel 2022 e nel 2023, il trattamento integrativo slitti direttamente a febbraio, lasciando a mani vuote i percettori del bonus. Come mai accade tutto questo? Lo spiega l’INPS nella mail “il calcolo del bonus viene attivato il mese successivo a quello in cui è disponibile il primo pagamento; per questa ragione, nel mese di gennaio non avviene l’erogazione del bonus riferito all’anno in corso.”
Quindi, nonostante il reiterarsi dell’errore, l’INPS ha mantenuto una linea ben definita, così da non risolvere mai questo problema di inizio anno, ponendo subito dei paletti. Un modo forse un po’ antico di affrontare il tema che è puramente burocratico e che, forse, ricalibrando tutto il lavoro sull’erogazione del bonus, sarebbe possibile riuscire a superare questo scoglio temporale che oggi ricade sulle spalle delle famiglie.
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