Il gol da centrocampo di Dimarco ha portato l’Inter alla vittoria, una rete da 50 metri di distanza che potrebbe diventare leggendaria come i gol iconici di Miccoli e Mascara.
Il gol di Dimarco da centrocampo ha portato l’Inter alla vittoria contro il Frosinone. Domenica 12 novembre, il giocatore ha dato vita a una di quelle reti chiamate, con toni enstusiastici, “eurogol”, lasciando annichiliti gli avversari. Un gol spettacolare, che arriva da un contropiede improvviso, da una fugace ripartenza. Gol simili non sono molto frequenti, per ovvi motivi.
È difficile prendere di sorpresa il portiere, da quella distanza, inoltre, bisogna dare potenza e direzione al pallone, e occorre farlo in una frazione di secondo. Sono i classi tiri che avvengono d’istinto, senza pensarci troppo. Ma che soddisfazione, quando entrano in rete.
Il gol a metà campo del giocatore Dimarco potrebbe diventare leggendario, proprio come gli iconici gol di Mascara, nella partita Palermo – Catania del 2008, oppure come il mitico gol di Miccoli in Palermo – Chievo del 2012. Federico Dimarco aveva fatto le prove generali dell’eurogol già in un’altra partita, un’amichevole contro la Pro Patria.
In tanti hanno sospettato si fosse trattato di un errore, un cross venuto male, e che avrebbe poi dato origine al fenomenale gol. Il tiro, partito da 56 metri di distanza dalla porta, ha sorpreso tutti, forse anche lo stesso protagonista. Nell’intervista post partita, però, il calciatore ha ammesso di aver notato la porta vuota e di averci provato.
Prima di tirare, infatti, l’esterno dell’Inter ha alzato lo sguardo. Non vedendo nessuno dei suoi compagni davanti a sé, e notando il portiere del Frosinone fuori porta, ha tentato il prodigio. Insomma, Federico Dimarco ha tentato il colpaccio, e gli è andata alla grande. Come si dice “la fortuna aiuta gli audaci”. Ecco il video della diretta DAZN:
A proposito di campionato di calcio, questa volta di serie B e C, ecco alcune delle ultime novità riguardanti le squadre siciliane: Palermo, arriva la decisione della società sul futuro di mister Corini, e ancora, le future speranze per la storia del calcio catanese.
Andrea Cerasi
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