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Cos’è il dialetto siciliano orientale parlato a Catania

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Anna Peluso

Come tutti i dialetti regionali, anche quello siciliano cambia a seconda della città in cui ci si trova. Tra tutti, il dialetto orientale catanese è uno dei più particolari.

Dialetto orientale -si parla nella zona tracciata in rosso (CataniaLive24.it)

Il dialetto siciliano è un preziosissimo patrimonio culturale e storico della Sicilia, come succede per tutti i dialetti regionali. Suoni e grafemi che arrivano dalla mescolanza di tutti di tutte le lingue e relative popolazioni che hanno attraversato o che sono approdate nei suoi territori.

Il greco e il latino ovviamente, e poi l’arabo che influito soprattutto sul linguaggio agricolo, e poi il catalano e il castigliano con le dominazioni da parte dei due regni che arrivarono in Sicilia dopo i Vespri e nel XVI secolo. È poi arrivato il francese, quando sull’isola arrivano i Borbone ed, infine, le influenze gallo-italiche, non la lingua di conquistatori ma di popolazioni immigrate durante il periodo normanno-svevo. Parliamo comunque di persone che provenivano dal settentrione italiano e di conseguenza si tratta di una linguaggio che risente molto delle influenze francesi che ne sono al confine.

A queste influenze si aggiungono poi i “prestiti” linguistici che derivano dall’inglese americano e dovuto al particolare contatto che i siciliani hanno avuto con il Nuovo Mondo; sia nel periodo post risorgimentale con le emigrazioni, sia alla fine della Seconda Guerra Mondiale con lo sbarco in Sicilia e la loro lunga permanenza isolana.

Una vera e propria lingua, tanto da essere riconosciuta come tale dall’UNESCO, che deriva dalla mescolanza di altri idiomi e che può essere essenzialmente suddiviso in 4 gruppi: occidentale, centro-occidentale o agrigentino, metafonetica sudorientale ed, infine, non metafonetica orientale quella appunto che si parla a Catania e dintorni.

Il dialetto non metafonetico, la variante orientale del siciliano

Teste di moro (CataniaLive24.it)

Il dialetto orientale si definisce non metafonetico in contrapposizione, quindi, al fenomeno linguistico per cui si arriva al cambiamento del timbro di una vocale per assimilazione o distanza (la metafonesi, ndr). Il caso più rappresentativo di questo processo è quella in cui la vocale accentata si assimila più o meno ala vocale o semivocale di sillaba finale; ad esempio la sostituzione della d con la r e così via. Nel caso del siciliano orientale, quindi, questo processo non avviene.

Per quanto riguarda il territorio, invece, il siciliano orientale raggruppa quelle varietà che sono parlate nella Sicilia orientale ovviamente e che corrispondono ai territori provinciali di Catania e Siracusa. A loro volta le differenti parlate orientali sono raggruppate in diversi sottogruppi. Diversificazioni che mostrano ulteriori differenze linguistiche che spesso di esprimono anche in paesi che sono praticamente confinanti.

Anna Peluso

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