Se il datore non accende i riscaldamenti il lavoratore si può opporre? C’è anche un caso in cui può rifiutarsi di prestare l’attività
Che la temperatura sia troppo alta o troppo bassa non è mai la condizione ideale per lavorare e quando ciò si verifica entrano in gioco le norme che tutelano la sicurezza sui luoghi di lavoro. In questo periodo dell’anno può succedere che i termosifoni siano spenti e non ci siano condizionatori d’aria. Ciò succede soprattutto quando i luoghi di lavoro sono ampi e per l’azienda è molto costoso riscaldare tutto.
Chiariamo però che accendere i termosifoni non è un obbligo per il datore di lavoro poiché è importante che l’ambiente rispetti le norme sulla sicurezza sul lavoro con una temperatura ideale come prevede l’articolo 2087 del Codice civile, secondo il quale il datore deve tutelare la salute e l’integrità fisica e morale dei propri dipendenti.
Ci sono infatti le regole per il cosiddetto microclima negli ambienti di lavoro che prevede comunque il diritto del lavoratore che i termosifoni o i condizionatori siano accesi.
In pratica la temperatura deve essere adeguata all’organismo umano durante le ore di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro usati e degli sforzi fisici. Quella dei locali di riposo, per il personale di sorveglianza, dei servizi igienici, delle mense e dei locali di pronto soccorso deve essere conforme alla destinazione effettiva di detti locali.
Insomma, la temperatura deve essere tra i 19 e i 24 gradi centigradi con l’umidità tra il 40 e il 60%. Ma si può fare qualcosa se fa troppo freddo al lavoro? Secondo quanto stabilito dalla Suprema di Cassazione l’assenza del lavoratore o della lavoratrice che non si reca sul posto di lavoro se l’ambiente è freddo e umido è giustificata (sentenza n. 6631/2015).
Ovviamente resta il diritto della retribuzione anche in quei giorni o nelle ore di assenza poiché la mancata prestazione lavorativa è dovuta all’omessa tutela della salute. Ciò è giustificato solo se l’ambiente di lavoro sia davvero insalubre, senza rischi di sanzioni disciplinari o decurtazioni dello stipendio. Insomma, è fondamentale che non si dia troppo peso alle percezioni soggettive.
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