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Tv e Gossip

Cosa era costretto a fare Achille Lauro da piccolo per sopravvivere: la confessione

Published by
Eduardo Olivieri

Rivelazione choc di Achille Lauro, cantatore spesso criticato per la sua originalità e per le sue provocazioni, sul suo passato 

La rivelazione sconvolgente di Achille Lauro – CataniaLive24.it

Se si pensa a Sanremo, e in questi giorni lo si sta facendo date le prime indiscrezioni in vista del 2024, viene subito alla mente, tra gli altri, Achille Lauro. Personaggio senza dubbio stravagante, capace di dividere l’opinione pubblica con la sua presenza eccentrica e il suo stile fuori dagli schemi, è soprattutto all’Ariston che ha fatto parlare di sé con le varie performance particolari e provocazioni spesso anche molto spinte. Tuttavia, nonostante le controversie che lo circondano, non si può negare che il rapper romano abbia un seguito importante e fedele.

Conosciuto per la sua musica audace e i testi provocatori, la sua immagine è stata spesso caratterizzata da abiti vistosi e acconciature eccentriche, suscitando commenti e specialmente critiche. Ma è proprio questa capacità di attirare l’attenzione che ha contribuito a costruire la sua notorietà, oltre alla qualità dei suoi testi e canzoni spesso sottovalutate dato un pregiudizio che innegabilmente esiste.

La triste adolescenza di Achille Lauro, cosa ha svelato

Cosa era costretto a fare Achille Lauro da adolescente – CataniaLive24.it

Oggi, comunque sia, Lauro De Marinis – questo il suo vero nome – ha raggiunto un successo e una vetta che gli ha permesso di cambiare radicalmente vita. Soprattutto da dove è arrivato, un contesto non proprio semplicissimo come lui stesso ha raccontato. Cresciuto in un contesto di Roma difficile, ha raccontato la sua gioventù difficile e lo ha fatto nel docufilm sulla sua vita, Ragazzi madre – L’Iliade, lanciato per celebrare i dieci anni di carriera.

“Vivevo con persone più grandi, tra cui piccolo artisti, delinquenti e gente senza famiglia. Quando avevo 15 anni sono stato cresciuto da 50enni plurigregiudicati che consideravo come dei papà (già aveva lasciato casa a quell’età e viveva anche col fratello maggior,  ndr). Era un contesto marcio, razzista e omofono, senza cultura di nessun tipo, ma soprattutto un ambiente pericoloso con gente realmente pericolosa, ha raccontato. E va da sé che, date queste premesse, non andava di certo a scuola.

Piuttosto: Ho iniziato a delinquere molto presto – racconta -, ero piccolo quando andavo nei supermercati a rubare con due cestini: uno lo prendevo per mano, l’altro lo facevo passare sotto la casa e lo spingevo col piede mettendo buste un po’ sopra e un po’ sotto. Tornavo con 500-600€ di roba e per tutti noi era festa. Non avevo paura di perdermi, ero un incosciente”, ha svelato il cantautore. Fortunatamente per lui, la musica gli ha cambiato la vita. Nel vero senso della parola. Ho capito che non volevo diventare come le persone che mi stavano crescendo, così mi sono dedicato alla musica”, conclude.

Eduardo Olivieri

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