Come+nasce+a+Catania+la+leggenda+del+cavallo+senza+testa
catanialive24it
/come-nasce-leggenda-cavallo-senza-testa-catania/amp/

Come nasce a Catania la leggenda del cavallo senza testa

Published by
Eduardo Olivieri

Catania è famosa, tra le tantissime cose, anche per la leggenda del cavallo senza testa che ancora oggi lascia un po’ di inquietudine tra i più piccoli e non solo. Ecco come nasce questo racconto e da dove arriva

Catania e le sue leggende

Catania, in quanto città del Sud Italia, è ricca di storia e tradizione ma anche di proverbi popolari, scaramanzie, suggestioni e leggende. Una di questa di cui facilmente sentireste parlare giungendo in città è senz’altro la leggenda del “cavallo senza testa“, racconto che ancora continua a suggestionare i bambini catanesi e che viene caldeggiata ancora dagli anziani del posto.

Questo racconto si rifà alla situazione di Via Crociferi che costituisce un affascinante capitolo della ricca narrazione storica e folkloristica di Catania. Nel XVIII secolo i nobili catanesi erano soliti ritrovarsi segretamente in questa zona per incontri notturni amorosi extraconiugali e non solo, quindi in totale clandestinità. Ma poiché la voce iniziò a diffondersi, erano in tanti che accorrevano curiosi gettando l’occhio a caccia di qualche scoop.

Come nasce la leggenda del cavallo senza testa

Catania e la leggenda del cavallo

Così serviva un modo per allontanarsi e e lo trovarono. Ovvero, per allontanare appunto gli occhi indesiderati, diffusero la voce di un misterioso cavallo senza testa che – si dicesse – vagasse di notte in quel luogo ed era non solo inquietante ma pericoloso e mortale. Questo racconto contribuì a seminare il terrore tra i cittadini, scoraggiandoli dal vagare per la zona una volta calata la notte.

La storia però narra di un giovane scettico che decise di sfidare la leggenda, scommettendo con gli amici che non vi sarebbe stato alcun animale decapitato e dimostrandolo recandosi di notte proprio in quel luogo proibito. La sua dimostrazione consisteva nel piantare un chiodo sotto l’arco delle monache benedettine e, così facendo, dimostrare di esserci effettivamente stato.

Il giovane, però, ignaro di aver attaccato al muro parte del suo mantello insieme al chiodo, non si accorse di questo dettaglio cruciale. Nel tentativo di scendere, bloccato dal mantello, fu terrorizzato immaginando di essere stato bloccato dal cavallo e fu vittima di un tragico incidente. Questo contribuì ad alimentare la narrativa e terrorizzare ancor di più i catanesi che si mantennero lontani da quel tratto per non rischiare. Oggi, a distanza di anni, in città ancora si racconta che la notte effettivamente si sentirebbe il rumore di zoccoli di cavallo in quella tratta.

Eduardo Olivieri

Recent Posts

Capitale italiana della Cultura 2028, Catania aspetta il verdetto: il 18 marzo l’annuncio

Catania tra le finaliste per Capitale italiana della Cultura 2028: il 18 marzo il Ministero…

4 giorni ago

Morte Nitto Santapaola, il silenzio di Catania e l’appello del consigliere Pellegrino

Dopo la morte del boss Nitto Santapaola, il consigliere Riccardo Pellegrino denuncia il silenzio della…

2 settimane ago

Mara Sattei a Sanremo 2026: “Le cose che non sai di me” è una dedica d’amore (e l’omaggio a Carmen Consoli con Mecna)

Mara Sattei racconta a Rockol la nascita del brano in gara a Sanremo e l’omaggio…

3 settimane ago

Bonus bollette 2026, fino a 315 euro per 2,6 milioni di famiglie: chi li prende davvero (e chi resta fuori)

Bonus bollette 2026: 115 euro aggiuntivi per 2,64 milioni di italiani. Requisiti Isee, cumulabilità e…

4 settimane ago

Etnaland sequestrato, i quattro paletti del gip: la strada (stretta) per riaprire

Etnaland sotto sequestro: il gip fissa quattro condizioni per la restituzione. Bonifica, contratti, depurazione e…

1 mese ago

La festa di Sant’Agata è davvero la terza al mondo? La verità sulla celebrazione del 5 febbraio

Sant’Agata è davvero la terza festa religiosa al mondo per partecipazione? Origine, fonti e numeri…

1 mese ago