Gli automobilisti catanesi che frequentano la tangenziale, ormai, le hanno imparate a conoscere. Sono le nuove barriere di protezione in costruzione sulla trafficatissima arteria catanese. Uno strumento di protezione molto importante, ma anche un cantiere infinito che ha totalmente mandato nel caos la tangenziale in ogni direzione.
E siccome proseguono gli interventi finalizzati all’installazione delle nuove barriere spartitraffico lungo la Tangenziale Ovest di Catania. A partire da stanotte e fino sabato 4 dicembre, in fascia oraria notturna compresa tra le ore 22 e le ore 6 del mattino successivo, sarà chiuso al traffico il tratto di tangenziale in direzione Messina compreso tra gli svincoli di Gravina e di San Gregorio, con percorso alternativo segnalato sul posto.
Le limitazioni sono necessarie al fine di consentire la sostituzione dei vecchi portali di segnaletica verticale, incompatibili con la futura configurazione stradale, presenti nel tratto compreso tra il km 3,300 e 0,000.
Il problema non sarà certamente durante le ore notturne di chiusura. Il problema sarà quando partiranno anche in quella porzione di percorso i lavori per l’installazione della barriera. Il caos, così come accade giornalmente in direzione Misterbianco, Siracusa e così via.
Le code sono perenni. In qualsiasi giorno della settimana, in qualsiasi ora del giorno, in qualsiasi direzione si viaggi. E se nel fine settimana si sta in coda dai 15 ai 20 minuti, durante i giorni feriali la tangenziale si trasforma in un enorme tappeto di auto.
I cantieri per l’installazione della nuova barriera sono più di uno e, vista la lunghezza del percorso e la lentezza nell’installazione i lavori, è evidente, si protrarranno per mesi e mesi creando disagi incalcolabili.
Il caos della tangenziale, infatti, per la teoria dei vasi comunicanti blocca un’intera città. Chi ormai è consapevole dell’impossibilità di percorrere l’autostrada, cerca strade alternative andando a congestionare altre arterie cittadine come la circonvallazione ( già di per se nel caos ).
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