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Chi era Colapesce dell’antica leggenda siciliana: il racconto del mito

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Martina Di Paolantonio

Quando sentiamo parlare di Colapesce possono venirci in mente due cose: il cantautore omonimo o l’antica leggenda siciliana da cui ha preso ispirazione, scopriamola.

Tempio greco (Catanialive24.it)

La Sicilia è una terra impregnata di storia, ricca di miti e leggende che ancora oggi vengono tramandati. Dai tempi della dominazione greca abbiamo cominciato a immaginare creature mitologiche di ogni genere: dai ciclopi alle ninfe, dalle divinità ai mostri marini. Tra le tante storie ve ne è una che ha ispirato il nome d’arte di un famoso cantautore italiano: Colapesce.

Pseudonimo di Lorenzo Urciullo, Colapesce è nato in Sicilia, in provincia di Siracusa (possibile capitale della cultura 2024), e nel corso della sua carriera non ha mai rinunciato a prendere ispirazione dalla sua terra. Il suo stesso nome è ispirato dalla leggenda della creatura mitologica Colapesce, di cui qui di seguito vogliamo narrarvi la storia.

La leggenda di Colapesce: chi era il mezzo uomo e mezzo pesce?

Fontana dedicata a un essere acquatico (Catanialive24.it)

Nonostante le lievi modifiche apportare nelle varie città dell’isola, il mito ha conservato alcuni tratti inalterabili. Tutto ha inizio con l’amore di Nicola (Cola) per il mare: il giovane viveva in Sicilia, tra Scilla e Cariddi, e ogni giorno trascorreva così tanto tempo in acqua da far infuriare sua madre. Quest’ultima, in preda alla rabbia, un giorno gli lanciò una maledizione, augurandogli di trasformarsi in un pesce.

Nulla avrebbe potuto fare più piacere a Cola, che da quel momento si trasformò, assumendo per metà le sembianze di pesce e per metà quelle di uomo. Colapesce non tornò mai sulla terraferma e anzi, secondo la leggenda, è proprio su di lui che la Sicilia oggi si fonda. Sempre stando al mito, infatti, un giorno Colapesce incontro il re Federico, che gettò in acqua una coppa d’oro tempestata di brillanti.

La Sicilia si regge sulle spalle dell’uomo-pesce

Colapesce si immerse per recuperarla e raccontò al re di aver scoperto un mondo sottomarino e 3 colonne a sostegno della terraferma: una intatta, una scheggiata e una rotta. A quel punto il re decise di offrire sua figlia in sposa a Colapesce, ma solo se questi fosse riemerso dalle acque col sacchetto di monete d’oro che il re vi aveva gettato.

Nessuno, però, vide più l’uomo-pesce: Cola decise infatti di sacrificarsi per la sua terra, prendendo il posto della colonna ormai andata in frantumi. Rinunciò a fama e ricchezza per la Sicilia, che non ha mai dimenticato la sua storia.

Martina Di Paolantonio

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