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In Consiglio comunale nuove proposte contro il femminicidio

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Martino Schillaci

Notevoli passi avanti per contrastare il fenomeno del femminicidio. Infatti in data odierna il Consiglio comunale di Catania ha approvato una proposta presentata da tutti i capigruppo consiliari che prevede un intervento più rilevante contro la violenza di genere. I consiglieri comunali chiedono un intervento più esauriente sulla piaga del femminicidio da lanciare anche ai vertici del governo nazionale. A determinare la decisione da parte del Consiglio l’incremento preoccupante delle vittime per femminicidio e la parziale tutela fornita dalle misure restrittive contro i colpevoli di questi atti.

LE MISURE PROPOSTE DAI CONSIGLIERI COMUNALI

Non soltanto interventi sotto il profilo legislativo ma anche e soprattutto finanziario. Tra gli interventi contro la violenza di genere deliberati dal Consiglio spicca l’attivazione di braccialetti elettronici anti-stalking ai danni degli aggressori. Invece, per quanto concerne gli interventi di carattere finanziario si fa riferimento allo stanziamento di fondi a favore di centri antiviolenza e case rifugio per le vittime e figli minorenni. Infine, sotto il punto di vista legislativo si chiede la possibilità di assistere i colpevoli di aggressione attraverso programmi di recupero in apposite strutture socio-assistenziali.

L’APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA E AL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Rimandando al “Codice Rosso” approvato nel 2019, il Consiglio comunale lancia un appello affinché la proposta riceva attenzione su tutto il territorio italiano. Nell’Ordine del Giorno il Consiglio dichiara: “Pur consapevoli delle importanti novità legislative a contrasto del fenomeno, considerato che l’inarrestabile aggravarsi delle violenze e l’increscioso aumento delle vittime denota comunque l’inadeguatezza delle misure sinora adottate impegnano il sindaco e l’amministrazione comunale, affinché anche attraverso proprio atto deliberativo da destinare al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Presidente della Regione Siciliana, si promuova l’attivazione di azioni per contrastare il fenomeno”.

Martino Schillaci

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