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Avaja Bersani #accatania c’è immare, issole e a granita ca brioscia

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Fabrizio Ventura

Avaja Bersani #accatania c’è immare, issole e a granita ca brioscia

Ogni tanto una buona notizia! Pare infatti che, per i ponti di primavera, la nostra città sia la meta italiana più ricercata e addirittura la terza in Europa! Finalmente qualcosa che ci inorgoglisce e ci fa gonfiare il petto. Ora tutti potranno capire quanto è bedda Catania con i suoi monumenti, immare, issole e a granita ca brioscia.

Eh sì, ma sarebbe davvero così se i catanesi non ci mettessero del loro per rovinare tutto. Per esempio ‘nzuttannu le turiste e chiamandole bu…ne (buone donne?) oppure su non si futtissuru i fanali delle auto posteggiate vicino ai b&b. Ma soprattutto sarebbe davvero così se Catania non fitissi chiù assai do bancu da tunnina…

Che questa città sia sporca a livelli da discarica a cielo aperto lo ha notato tra gli altri anche il cantautore Samuele Bersani, che durante il suo concerto lo ha detto senza mezzi termini sottolineando pure l’assenza di un sindaco in carica.

Ovviamente non si è fatta attendere la risposta del “facente funzioni” Roberto Bonaccorsi, che ci ha tenuto a ribadire ca Catania non è lodda sulu ora ca c’è iddru, ma lo era macari quannu regnava Savvuccio e lo è sempre stata picchì Enzuccio, a suo tempo, a cunsumau.

Però appoi u ringraziau per aver fatto notare la cosa “dandogli rilievo mediatico”, comu su ci fussi bisogno di iddru p’addunarisìnni. Sono mesi e mesi che la spazzatura ci sommerge, sono cambiati due assessori all’Ecologia, ne hanno parlato pure le testate giornalistiche nazionali…e ringraziamu Bersani picchì u fici nutari? Ma perché il “facente funzioni” non si fa un giro per la città, filma lo schifo che c’è e lo fa notare lui?

Comunque Bonaccorsi ha anche ricordato che dalla settimana scorsa i nostri amministratori stanno lavorando senza sosta – nuzzunteddi mancu a Pasqua s’arripusanu – per risolvere la situazione. Dalla settimana scorsa? Avi quattr’anni ca su docu e travagghianu senza sosta dalla settimana scorsa? Picchì non evitavano le soste prima? Non è dato saperlo…

E niente, ciò premesso, Bersani è stato pure invitato #accatania “per conoscere più da vicino il problema”.  Au, a “facente funzioni”!!! Chiddu fa u cantante e non deve conoscere un bel niente! Quello ha visto ca stamu fitennu e u dissi, siete voi che dovete conoscere la situazione e risolverla, iddru fa n’autru travagghiu.

Infine, per chiudere la faccenda e prima di dolersi sottolineando che Bersani è caduto “nel tranello” – ordito da chi? Per quale motivo? A che scopo? Non è dato sapere neanche questo, ma fa tanto “non pallate se non sapete le cose” –  ha ricordato che c’è stata la pandemia, ca di rittu o di chiattu ci trasi sempre come giustificazione pseudoplausibile.

Beh, che in effetti la città etnea sia da anni talmente sporca da assicurare ai suggi u reddito di cittadinanza è verissimo, anche se in condizioni così pietose onestamente non la ricordo. E il sudiciume non riguarda solo i rifiuti, ma un generale degrado che va dall’incuria del manto stradale alle auto in divieto di sosta, dall’abusivismo imperante alle aiuole che sembrano giungle, dagli alberi capitozzati ai tombini otturati, dai fuochi d’artificio abusivi ai posteggiatori che chiedono il pizzo.

Ma credo che sia assurdo addossare le colpe sempre a chi c’è stato prima. E non perché quelli non abbiano le loro responsabilità, ma perché i cittadini hanno bisogno di soluzioni e non se ne fanno assolutamente nulla delle giustificazioni da arrampicatori seriali di specchi. Anche perché in campagna elettorale chiunque si candidi promette di risolvere qualsiasi problema e di far rinascere la città senza se e senza ma.

I nostri politici dopo il degrado al quale ci hanno abituato e condannato si ripresenteranno di nuovo alle elezioni e certamente anche a questo giro ci riempiranno di promesse mirabolanti…forse sarebbe il caso di rispondere proprio mutuando i versi di Samuele Bersani:

“Potrei ma non voglio fidarmi di te

Io non ti conosco e in fondo non c’è

In quello che dici qualcosa che pensi

Sei solo la copia di mille riassunti

Leggera, leggera si bagna la fiamma

Rimane la cera e non ci sei più”.

Fabrizio Ventura

Si laurea in Economia all'Università di Catania grazie a diverse raccomandazioni e al ricorso sistematico al Cepu. Riesce ad entrare in banca copiando spudoratamente ai test di assunzione, ma si accorge presto che quella non può essere la sua strada. Si butta allora a capofitto nello studio, riuscendo a conseguire diverse lauree presso l'Università della Vita: scienze politiche, giurisprudenza, ingegneria civile, lettere e recentemente medicina con specializzazione in virologia. Consapevole che il suo futuro è nel reddito di cittadinanza, decide di togliere tempo al lavoro da bancario per dedicarlo alla scrittura: al suo attivo centinaia di post su Feisbùkk, la rubrica #accatania su Catania Live 24 e un romanzo che prima o poi qualcuno mosso a compassione deciderà di pubblicare.

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