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#Accatania – Ci vulissi na pillola antivomito

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Fabrizio Ventura

Ai più il nome di Franco Gorgone dirà molto poco, eppure Catania gli deve una storia industriale di successo e il benessere, i sogni e la vita agiata di migliaia di famiglie.

Laureatosi in farmacologia nel 1939, sul finire della seconda guerra mondiale mise a punto un dentifricio che distribuì con successo alle forze alleate.

Poi, grazie alla rete di contatti così sviluppata e alle sue brillanti capacità imprenditoriali, costituì tra il 1943 e il 1945 la CIFA e l’Alfar, attive rispettivamente nella distribuzione e nella produzione di farmaci.

Nel 1947 divenne inoltre esclusivista dei prodotti American Cyanamid, iniziando una collaborazione che nel 1959 culminò con la fusione delle due aziende nella Cyanamid Italia.

Fu una storia esaltante, che ebbe il suo apice negli anni ’70, quando lo stabilimento sito nella mitica “Milano del sud” arrivò a contare più di 1000 dipendenti.

Nel 2009 fu acquisita infine dal colosso americano Pfizer, il cui solo nome rasserenò le maestranze e il territorio siciliano circa le prospettive di crescita e di sviluppo per gli anni a venire.

E la Pfizer è proprio una realtà aziendale meravigliosa. La conoscevamo già tutti comu chidda ca s’ammintau u Viagra, ca onestamente ni luvau ‘n saccu di pinseri legati alla mollezza dei nostri tempi, ma dal 2021 ne parliamo quotidianamente picchì su chiddi del vaccino che ci ha salvato la vita. La Pfizer è stata incentivata dai governi di mezzo mondo per la sua ricerca e agli stessi ne ha venduto il risultato, con numeri ufficiali nel terzo trimestre del 2021 che dire mirabolanti è poco: fatturato 24,09 miliardi di dollari (+134,45%) e utile netto 8,15 miliardi di dollari (+454,53%).

Che bello! Il trionfo della ricerca, del libero mercato e al contempo della responsabilità sociale delle aziende!

Eh sì, ma non è proprio così…picchì Pfizer della responsabilità sociale si ni sta futtennu, ci interessa sulu manciari a sette ganasce, cu vivi vivi e cu mori mori. No, non sono un no-vax, anzi…ma osservo come si sta comportando la multinazionale americana #accatania.

Nuzzunteddi, visto che sono con le pezze al culo, hanno pensato di dichiarare un esubero di 130 dipendenti, che, se proprio lo volessero, potrebbero essere ricollocati nella non proprio limitrofa Ascoli Piceno.

«Ma comu ad Ascoli Piceno? Kevinni, u figghiu di Turi, è ancora nicu.»

«Vabbè, ma bisogna ristrutturare.»

«Ma non pututi ristrutturari #accatania?»

«No, raggiungeremo il break even point prima ad Ascoli.»

«Ma su c’arrivati tannicchia dopu chi ci fa? Cu tutti di soddi ca vi facistuvu…almeno facitici fari i scoli elementari a Kevinni.»

«Eh no, il rapporto prezzo/utili sarebbe meno interessante.»

«Ma Kevinni cu di capiddi a suppera, ca unu s’arricria a darici cuzzati, ad Ascoli u pigghiassuru tutti pi scimunitu.»

«Sì, però agli azionisti dobbiamo garantire dividendi superiori alla concorrenza.»

«Ma pi na para d’anni non si putissuru accuntintari? Già Kevinni scola non ni mangia! Taliatili chi occhiuzzi ca c’havi: pari na trigghia…»

«No, gli azionisti hanno bisogno.»

«Scusate, ma cu cazzarola su sti azionisti? Chi facci c’hanu? Hanu figghi?»

«Grazie per tutto quello che ha fatto. Uscendo chiuda la porta.»

Non voglio fare demagogia sinistreggiante, ma è mai possibile che ci sia questa sperequazione fra i fattori della produzione? È possibile che il capitale, ondivago e volubile, debba essere remunerato sempre di più, mentre il lavoro è svilito sino a questo punto?

Il ritorno a un liberismo ottocentesco ha sempre di più compresso i diritti dei lavoratori – anche e soprattutto quello sacrosanto alla serenità – col mantra ormai troppo ricorrente del “anzi che un lavoro ce l’hai!”. Eh no! Il lavoro non è né una concessione né assistenzialismo, il lavoro è fatica, ma anche sogni, speranze, famiglia e figli – macari ca arrisuttunu menza ammulatura comu a Kevinni – che devono essere rispettati e protetti.

Le razionalizzazioni aziendali sono doverose, anche se dolorose, qualora non ci sia altro modo per rimanere sul mercato e se i sacrifici si distribuiscono equamente tra tutti gli attori coinvolti. Invece, se sono dettate esclusivamente dalla famelicità di azionisti che vampirescamente chiedono sempre di più, onestamente fanno venire solo il vomito…cara Pfizer inventati quindi una pillola anche per bloccarci i conati, ché #accatania ne abbiamo davvero bisogno…

Fabrizio Ventura

Si laurea in Economia all'Università di Catania grazie a diverse raccomandazioni e al ricorso sistematico al Cepu. Riesce ad entrare in banca copiando spudoratamente ai test di assunzione, ma si accorge presto che quella non può essere la sua strada. Si butta allora a capofitto nello studio, riuscendo a conseguire diverse lauree presso l'Università della Vita: scienze politiche, giurisprudenza, ingegneria civile, lettere e recentemente medicina con specializzazione in virologia. Consapevole che il suo futuro è nel reddito di cittadinanza, decide di togliere tempo al lavoro da bancario per dedicarlo alla scrittura: al suo attivo centinaia di post su Feisbùkk, la rubrica #accatania su Catania Live 24 e un romanzo che prima o poi qualcuno mosso a compassione deciderà di pubblicare.

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